LA CORSA PER PREVENIRE L’OSTEOPOROSI


La corsa, con la sua caratteristica azione ammortizzante d’impatto col suolo ed esercizio muscolare prolungato è sicuramente un ottimo fattore preventivo nei confronti dell’osteoporosi. Gli studi al riguardo sono innumerevoli. Infatti in un confronto tra sedentari e corridori mezzofondisti, questi ultimi presentano una maggiore densità ossea a livello di piedi, femore e vertebre. In effetti tutto ciò ha una logica, legata appunto allo stimolo che la corsa crea sulle ossa ogni volta che un piede impatta sul terreno. Se poi il corridore decidesse, dopo i 40 anni, d’inserire sedute di allenamento della forza, il risultato sarà di vivere una vecchiaia serena.

L’esercizio fisico regolare è un cardine dei programmi d’intervento nella gestione dell’osteoporosi:

  • Aumenta la massa ossea sia in soggetti con densità ossea normale che osteopenica e osteoporotica
    E’ efficace nel ridurre il consumo di analgesici
    Migliora la qualità della vita
    Aumenta l’abilità funzionale nelle attività della vita quotidiana
  • L’attività fisica è in grado di agire positivamente sui principali fattori di rischio dell’osteoporosi, diminuendo significativamente il rischio di fratture.

PICCO OSSEO: è molto importante svolgere attività fisica durante l’età dello sviluppo perché  permette di raggiungere un livello di massa ossea elevato.

CADUTE: migliorando l’equilibrio, i riflessi ed il tono muscolare l’attività fisica è in grado di prevenire il rischio di cadute.

FRATTURE: migliorando la resistenza e la densità ossea (soprattutto a livello del collo femorale) l’attività fisica è in grado di prevenire la comparsa di fratture in seguito a traumi. 

L’organismo umano conta più di 650 muscoli, che gli danno forza e gli permettono di muoversi. Altrettanto indispensabili per il moto e la forma del corpo sono le ossa: anche loro meritano tutta la nostra attenzione.

Un esercizio fisico regolare fa bene ai muscoli, ma anche allo scheletro: se il corpo è in forma, infatti, il metabolismo osseo funziona meglio. Inoltre, allenare con regolarità l’equilibrio aiuta a prevenire le cadute e, di conseguenza, riduce i rischi di infortunio.

Quanta più sostanza ossea una persona riesce a costruire entro l’inizio dell’età adulta, tanto meglio riuscirà a evitare le fratture durante la vecchiaia. Anche una volta trascorsa la prima giovinezza, tuttavia, si può continuare a prendersi cura del proprio scheletro, in particolare conducendo una vita sana.

Forza

Lo scheletro non solo sostiene il corpo, ne mantiene la forma e partecipa alla dinamica dei suoi movimenti, ma svolge anche una funzione di protezione, in particolare degli organi racchiusi dentro il cranio, la gabbia toracica e il bacino. Il midollo è l’importante sede in cui si forma il sangue, mentre le ossa in generale fungono da riserva di calcio per l’organismo, garantendo il necessario e vitale equilibrio di questa sostanza nel sangue e nei tessuti.

Il tessuto di cui sono costituite le ossa ha una struttura abbastanza complessa, che riesce a coniugare un minimo di peso con una capacità massima di resistenza al carico. Per la sua solidità e la sua portanza può essere parago- nato al cemento, per la sua elasticità all’acciaio. Le ossa sono vive e flessibili, in grado di adattarsi a diversi carichi. Riescono a svolgere la loro funzione solo a condizione di sostituire costantemente il tessuto osseo invecchiato e più fragile con tessuto nuovo. Questo processo incessante permette all’organismo di riparare con rapidità le eventuali lesioni, dalle fessurazioni alle fratture. In media, l’intero scheletro umano si rinnova una volta ogni dieci anni.

 Le ossa mutano con il tempo

La massa ossea si modifica nel corso della vita: durante la crescita aumenta costantemente, raggiungendo il suo picco massimo tra il 25° e il 30° anno di età. In seguito diminuisce, a velocità diverse tra organismo maschile e organismo femminile. L’esercizio fisico e l’alimentazione influiscono in modo particolare sulla formazione di tessuto osseo, soprattutto durante la crescita: l’infanzia e la giovinezza, infatti, sono il periodo decisivo durante il quale la massa ossea massima, predefinita dai geni, sarà raggiunta o meno. Durante l’età adulta si tratterà poi, essenzialmente, di conservare questa massa. A questo scopo, occorre innanzitutto condurre una vita sana.

L’esercizio fisico rende le ossa più resistenti e aiuta a conservarne la massa, in particolare se le mette sotto un certo carico.

Le ossa in equilibrio

Durante tutta la vita, le ossa attraversano un continuo processo di distruzione e rigenerazione, che rinnova le ossa vecchie, fragili e forse già fessurate, e adegua lo scheletro all’intensità delle sollecitazioni. Per orientare questa complessa dinamica intervengono ben precisi tipi di cellule e segnali chimici.

Gli osteoclasti distruggono

Un tessuto osseo sano è costantemente rigenerato. Dapprima gli osteoclasti eliminano il tessuto vecchio, scavando dei buchi nella matrice ossea, le cosiddette lacune.

Gli osteoblasti costruiscono

Subentrano poi gli osteoblasti, che riempiono con nuovo tessuto osseo queste lacune.

Osso rigenerato

Nell’osso sano il punto difettoso è completamente riparato. In caso di osteoporosi, invece, la rigenerazione dell’osso non è più completa

 Quando le ossa danno segni di debolezza: l’arrivo dell’osteoporosi

Se l’organismo distrugge più tessuto osseo di quanto produce, la conseguenza è inevitabile: perdita di massa e danni alla complessa architettura delle ossa. Quando questa situazione dura a lungo, le ossa si fratturano più facilmente. La medicina parla, in questo caso, di osteoporosi. Le persone che ne sono colpite si accorgono del cambiamento solo col tempo, quando un semplice inciampo, o un’altra inezia, basterà per provocare una frattura.

A tutte le persone che hanno già compiuto 40 anni e alle quali un’innocua caduta ha provocato una frattura, si consiglia di sottoporsi quanto prima a un esame medico specifico per escludere un’eventuale osteoporosi. Con l’età, infatti, la frequenza delle fratture dovuta a questa malattia aumenta, e le conseguenze si fanno più gravi. Chi si accorge con relativo anticipo che le sue ossa si stanno indebolendo è in grado, ad esempio, di meglio prevenire un’eventuale frattura spontanea del collo del femore che può avere conseguenze anche pesanti e comporta, per molti anziani che la subiscono e anche in caso di intervento chirurgico perfetto, una perdita permanente di autonomia. Senza dimenticare che, nelle persone anziane, durante l’anno seguente questa frattura il tasso di mortalità aumenta.

Fattori di rischio

Il rischio di osteoporosi è dettato dai seguenti fattori:
Età: con l’avanzare degli anni, la densità ossea diminuisce per tutti.
Sesso: le donne rischiano tendenzialmente più degli uomini di incontrare problemi di osteoporosi. Dopo i 50 anni, una donna su tre subisce almeno una frattura spontanea, contro un uomo su sette. Su questo fenomeno influisce molto la carenza di estrogeni che accompagna la menopausa.

  • Geni: se in famiglia vi sono persone colpite dall’osteoporosi, la probabilità di dover affrontare lo stesso problema aumenta.
  • Stile di vita: un’alimentazione sregolata e un esercizio fisico insufficiente indeboliscono le ossa. Anche chi fuma e beve troppo alcol mette in pericolo il proprio scheletro.
  • Medicamenti: l’assunzione prolungata di cortisone aumenta i rischi di osteoporosi.
  • Malattie: le ossa possono essere indebolite, ad esempio, da infiammazioni persistenti, squilibri endocrini, disturbi dell’assorbimento nutritivo a livello intestinale o problemi renali.

 Un trio alleato per le ossa

Un’alimentazione sufficientemente ricca di calcio, pro- teine e vitamina D influisce positivamente sulla salute delle ossa.

Calcio: Sin dall’infanzia svolge un ruolo importantissimo per lo sviluppo e la conservazione delle ossa. L’organismo lo accumula nello scheletro anche per destinarlo poi a tutta una serie di funzioni vitali, ad esempio la regolazione del battito cardiaco, la trasmissione corretta dei segnali nervosi e la coagulazione del sangue.

Proteine: Poiché un terzo circa della massa ossea, e anche i muscoli, sono composti di proteine, ne occorre un apporto sufficiente. Per il metabolismo osseo sono particolarmente preziosi gli alimenti che contengono sia pro- teine sia una quantità sufficiente di calcio.

Vitamina D: La vitamina D favorisce l’assorbimento del calcio a livello intestinale, agisce direttamente sulle cellule ossee e, in questo modo, è importante per l’indurimento del tessuto osseo. La vitamina D si forma nella pelle sotto l’azione dei raggi solari ultravioletti. Chi fa moto alla luce del sole per almeno 30 minuti ogni giorno (e, per questo breve lasso di tempo, senza crema protettiva) ne garantisce un sufficiente apporto di base. Con l’età, tuttavia, la capacità dell’organismo di produrre vitamina D in modo autonomo diminuisce drasticamente.

Dott.ssa Shuela Curatola
Biologa nutrizionista